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Corpi di Gloria, l’adolescenza sospesa di Giuliana Altamura

La copertina di Corpi di Gloria, il primo romanzo della scrittrice barese Giuliana Altamura.È la storia di due fratelli che in una Puglia accecata dal sole cercano la propria strada nel mondo e si apprestano a varcare la soglia che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. È la storia di Gloria e Andrea, i protagonisti di “Corpi di Gloria”, il primo romanzo della scrittrice barese Giuliana Altamura. Pubblicato da Marsilio a gennaio, il libro è stato premiato quest’estate con il Premio Rapallo Carige Opera Prima 2014 e il suo book trailer è in finale al Trailers FilmFest di Catania.

Come sospesa in un tempo e in uno spazio dove nulla sembra cambiare mai, la vicenda di Gloria e Andrea racconta il viaggio di una generazione alla ricerca di sé stessa e di un equilibrio precario, quello tra la nostalgia dell’infanzia e l’accettazione del cambiamento che l’età adulta comporta.

Come mi sono imbattuta in quest’opera prima? Non è stato esattamente un caso. Conosco Giuliana perché anni fa abbiamo fatto un pezzo di strada insieme all’Università, tra esami di filologia e caffè letterari il mercoledì sera a parlare con colleghi e professori di romanzi e poesie. Poi, ci siamo perse di vista. Fino a quando un giorno non l’ho ritrovata. Questa volta in libreria, con il suo nome su una bella copertina scintillante. La storia di Gloria e Andrea mi ha fatto compagnia durante le vacanze estive. E qui è dove ho chiesto a Giuliana di raccontarmi come e perché quella storia è nata.

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In Valcamonica sulle orme di Gadda

Panorama montano della Valcamonica

Tra le montagne della Valcamonica, sulle orme di Carlo Emilio Gadda. Sembra strano? E invece non lo è affatto. Al punto che dal 2011 esistono addirittura una guida e un percorso con una quarantina di cartelli turistici che ripercorrono con fotografie d’epoca e testi letterari la storia del legame tra lo scrittore milanese e la valle bresciana. Una vicenda quanto mai attuale in questi mesi di celebrazioni per il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Sì, perché Gadda arrivò in Valcamonica il 18 agosto 1915 come allievo ufficiale del 5° alpini, volontario al fronte che sopra i 3mila metri di quota i soldati del Regno d’Italia difendevano dalle truppe dell’esercito austriaco. Rimase in Alta Valle per poco tempo, tra Edolo e Ponte di Legno, prima di essere trasferito sul Carso nel febbraio del 1916. Pochi mesi, ma fondamentali per il futuro letterario dello scrittore, allora giovane studente di ingegneria. Di quel periodo, infatti, Gadda tenne un diario, quasi giornaliero, che sarebbe confluito poi nel Giornale di guerra e di prigionia, il suo primo libro pubblicato poi nel 1955. Un centinaio di quelle pagine sono ambientate proprio in quella Valcamonica che a distanza di un secolo ha deciso di rendergli omaggio.

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Amadeo Peter Giannini, la storia dimenticata di un banchiere perbene

Amadeo Peter Giannini, il fondatore della Bank of America.

È una delle storie di emigrazione italiana più straordinaria (e di maggior successo) di sempre. Eppure, in Italia è praticamente sconosciuta. È quella di Amadeo Peter Giannini, il fondatore della Bank of America, ma anche il padre putativo di “Biancaneve e i sette nani”, il primo cartone animato di Walt Disney, e del Golden Gate, il ponte simbolo di San Francisco. Io mi ci sono imbattuta qualche mese fa ed ecco che cosa ho scoperto.

Tutto ha inizio a Favale di Malvaropiccolo borgo dell’entroterra genovese. È da qui, da una vecchia casa in pietra che oggi ospita un Museo dell’Emigrante, che nel 1869 una giovane coppia di sposi, Luigi Giannini e Virginia De Martini, dice addio al Belpaese per cercare fortuna in America. Qualche mese dopo, il 6 maggio 1870, a San Josè, California, nasce Amadeo Peter Giannini.

Ragazzo intraprendente, Amadeo studia e contemporaneamente dà una mano alla famiglia, che dopo la morte del padre e le seconde nozze della madre con un altro italiano, Lorenzo Scatena, si occupa del commercio di ortaggi. Giovanissimo si sposa con Clorinda Agnes Cuneo, figlia di un ricco emigrante di Calvari che a San Francisco opera nel settore bancario. Inizia a lavorare con il suocero, ma poi ha un’idea. Nei primi anni del Novecento investe tutto quello che ha, compreso il patrimonio della moglie, in un’impresa rischiosa: fondare una banca che garantisca tassi di cambio onesti e più bassi rispetto alle altre agli immigrati che spediscono i soldi in patria e conceda crediti anche per piccole somme a chi ha poche o nessuna garanzia. Ovvero, fare quello che tutte le altre non fanno perché “un banchiere degno di questo nome – era la sua teoria – non deve negare credito a nessuno, purché onesto”.

È così che nel 1904, nei locali di un vecchio saloon di North Beach, il quartiere degli italiani di San Francisco, apre i battenti la Bank of Italy, la “banca degli emigranti”. Giannini batte strada per strada, casa per casa, per presentare i servizi offerti dall’istituto. Si racconta che guardasse quanti calli aveva sulle mani chi gli chiedeva un prestito per decide se concederglielo o no. Opta per un azionariato popolare, fa sottoscrivere quote a commercianti, agricoltori e artigiani e decide di finanziare i costruttori che garantiscono prezzi buoni a chi vuole comprare casa.

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I miei caratteri fuori

Ci siamo. Ecco il primo post di Caratteri fuori. Il mio blog.

Mi chiamo Silvia, ho 30 anni, vivo a Cormano, a Nord di Milano, e di mestiere faccio la giornalista (freelance, per la precisione). Lavoro con diverse testate, cartacee e online. Mi occupo di cronaca, turismo e food. Insomma, scrivere è il mio mestiere. Eppure, un blog non l’ho mai avuto, almeno fino a oggi.

L’idea, in realtà, mi ronzava in testa da un po’. Anche le mie amiche una sera di qualche mese fa mi hanno detto: “Tutti hanno un blog. Tu sei una giornalista, perché non lo fai?”. Già, perché? Passo giornate intere a digitare caratteri al pc, cos’altro avrei dovuto scrivere? La risposta è arrivata da sola, dalla pila di quaderni pieni di appunti di lavoro sparsi in giro per casa (la mia e quella dei miei dove, con buona pace di mia madre, ne ho lasciati parecchi). Resoconti di conferenze stampa, notazioni di colore, risposte a domande fatte ai personaggi più improbabili sugli argomenti più insperati. E poi, le impressioni sui tanti viaggi fatti per lavoro negli ultimi tempi. Molti di quegli appunti sono confluiti in articoli, interviste, lanci di agenzia, reportage, recensioni di libri, schede di approfondimento e sono stati pubblicati da diversi giornali. Molti altri, invece, no.

Ecco, questi sono i miei “caratteri fuori”. Quelli che, per un motivo o per l’altro, non entrano mai in pagina, nemmeno se la pagina è quella senza confini del web. Perché non ci stanno nelle canoniche 1800 battute o perché il giornale di turno mi chiede un taglio diverso per il pezzo. Storie, luoghi, osservazioni a margine, punti di vista, che ogni volta accantono a malincuore. Così è nata l’idea di questo blog, che proverà a raccogliere gli spunti che verranno dal mio lavoro, a partire dagli argomenti che più mi sono congeniali: le vicende del territorio nel quale vivo, il mondo che ho imparato a conoscere viaggiando per piacere e per lavoro, la vita che ruota intorno a uno dei luoghi di aggregazione che più amo, la tavola (perché sono una buona forchetta e le orecchiette fatte in casa della mia nonna mi hanno insegnato che dietro ogni piatto c’è una storia che può essere raccontata).

A chiunque vorrà seguirmi in questa nuova avventura non posso che augurare buona lettura!

Al prossimo post!

About

1239715_10151596780901022_206089460_nGiornalista freelance. Un lavoro, di questi tempi quanto mai precario e in evoluzione. Ma pur sempre, il più bello del mondo. Almeno per me, che lo faccio da un po’ di anni.

Mi chiamo Silvia, ho 33 anni e vivo a Cormano, a Nord di Milano. Lavoro con diverse testate, cartacee e online. Scrivo di cronaca (per lo più di Milano e provincia), turismo e food. Ogni giorno riempio di parole pagine e pagine di quaderni, file word, maschere wordpress, schermate mail di blackberry e smartphone. Molte di quelle parole diventano articoli, interviste, lanci di agenzia, recensioni di libri, schede di approfondimento. Molte altre rimangono fuori, perse tra appunti di ogni genere.

Questi sono i miei “caratteri fuori”Quelli che, per un motivo o per l’altro, non entrano in pagina. Perché non ci stanno nelle canoniche 1800 battute o perché il giornale di turno mi chiede un taglio diverso per il pezzo. Storie, luoghi, osservazioni a margine, punti di vista, che voglio raccontare.

Provo a farlo in questo blog partendo dalle cose che conosco meglio: le vicende del territorio nel quale vivo, il mondo che ho imparato a conoscere viaggiando per piacere e per lavoro, la vita che ruota intorno a uno dei luoghi di aggregazione che più amo, la tavola (perché sono una buona forchetta e le orecchiette fatte in casa della mia nonna mi hanno insegnato che dietro ogni piatto c’è una storia da raccontare). E poi, c’è il racconto di tutto quello che di meraviglioso non sapevo e che ho scoperto quel giorno di ottobre nel quale sono diventata mamma di Matilde.

Buona lettura!

 

Contatti:

Silvia De Bernardin

Mail: caratterifuori@gmail.com

 

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