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La mia “Amica geniale”: cinque buoni motivi per leggere il romanzo di Elena Ferrante

È risaputo: spesso gli incontri con i buoni libri sono del tutto casuali. Per me è stato così con L’amica geniale, di Elena Ferrante. Non avevo mai letto nulla di questa misteriosa scrittrice quando due anni fa per Natale mi hanno regalato Storia del nuovo cognome, il secondo dei quattro volumi che compongono la saga di Elena e Lila pubblicata da Edizioni E/O. Per fare le cose per bene, sono andata in libreria, ho acquistato il primo libro, che dà il titolo all’intero romanzo, e ho iniziato a leggere. Tutto d’un fiato, proprio come accade in genere con i buoni libri. Per Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo volume, ho dovuto aspettare con ansia un altro anno prima che fosse pubblicato e poi un altro ancora per Storia della bambina perduta, il quarto e ultimo libro della serie. Sono arrivata alla fine di questa avventura letteraria durata due anni pochi giorni fa. E già Elena e Lila mi mancano moltissimo. Ecco perché e quali sono cinque buoni motivi per i quali bisogna leggere il romanzo di Elena Ferrante.

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All’Università di Pollenzo, dove si formano i gastronomi del terzo millennio

La professione del terzo millennio? Potrebbe essere quella del gastronomo. Ne sono convinti all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la cittadella di Slow Food immersa tra i vitigni di Langhe e Roero dove giovani provenienti da tutto il mondo arrivano per studiare biodiversità alimentare, scienza dell’agricoltura, storia della cucina e del vino, geografia, turismo e molto altro ancora. Io mi ci sono imbattuta per caso qualche settimana fa e ho scoperto che in realtà questo polo universitario, ospitato dal meraviglioso complesso sabaudo dell’Agenzia di Pollenzo, ha da poco compiuto dieci anni. Un tempo abbastanza lungo per tirare le prime somme e scoprire che, secondo le rilevazioni dell’Ateneo, dei primi 1000 laureati l’85 per cento ha trovato un posto di lavoro entro sei mesi dalla laurea. Nel 90 per cento dei casi si tratta di un’occupazione coerente alle aspirazioni e al percorso di studi dei ragazzi. Non male, ho pensato, nel periodo di massimo storico di disoccupazione giovanile, ormai saldamente ferma sopra il 40 per cento. “Qui creiamo i gastronomi del terzo millennio. Una figura completa – mi ha raccontato il vicepresidente dell’Università, Silvio Barbero – in grado di analizzare il mondo dell’alimentazione nella sua complessità”.

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Bittersweet, in libreria la collana dedicata alla letteratura al femminile dimenticata del ‘900

La copertina di La Garçonne, il primo titolo della nuova collana Sonzogno Bittersweet.

Vi è mai capitato di imbattervi per caso in un libro polveroso dimenticato su uno scaffale della libreria di vostra nonna, di rigirarlo tra le mani, iniziare a leggerlo e scoprire tra quelle pagine una storia coinvolgente scritta in maniera ineccepibile? E chiedervi: ma perché non ho mai sentito parlare di questo libro e del suo autore? A Irene Bignardi è successo molte volte, soprattutto di notte, mentre tra i libri di sua mamma cercava qualcosa da leggere per “addormentarsi felice”. Così è nata nei mesi scorsi Bittersweet, la nuova collana della casa editrice Sonzogno dedicata alla letteratura al femminile del ‘900  della quale Bignardi, giornalista e critica cinematografica, è curatrice. Libri dimenticati e oggi riscoperti, che “parlano di un passato recente, di come è cambiata la condizione delle donne e il mondo intorno a loro, con lo charme di una scrittura apparentemente semplice. Letture scelte per il puro piacere di leggere”, racconta Irene Bignardi. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa sta dietro Bittersweet e quali sono le chicche che potremo trovare a breve in libreria. Ecco che cosa ci ha detto.

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Berlino e i 25 anni dalla caduta del Muro

L'installazione luminosa con la quale Berlino festeggerà i 25 anni dalla caduta del Muro.Se state pensando di andare a Berlino da qui ai prossimi mesi, il momento giusto potrebbero essere i primi giorni di novembre. La capitale tedesca si sta, infatti, preparando a celebrare in grande stile i 25 anni dalla caduta del Muro.

Dopo il successo delle celebrazioni del ventennale, nel 2009, è ricco il calendario di eventi che Berlino ha messo a punto per questo nuovo anniversario. Il momento più importante sarà l’accensione di una grandiosa istallazione luminosa che correrà lungo il percorso della barriera che un tempo separava Berlino Ovest da Berlino Est. Una linea di confine che tornerà a essere tracciata per 12 chilometri attraverso il centro città da migliaia sfere a elio che rimarranno accese dal 7 al 9 di novembre. “I berlinesi e i visitatori saranno invitati a passeggiare lungo il percorso del Muro per ricordare e visualizzare cosa volesse dire la divisione della città”, spiegano da Visit Berlin, l’ente del turismo cittadino. “In cinque punti, le sfere saranno lasciate volare in aria per commemorare la caduta del Muro e recuperare il simbolo della rivoluzione pacifica del 1989. Se il tempo sarà propizio, l’istallazione luminosa sarà visibile anche dallo spazio”.

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Da Bergamo a Lipari, il tributo alle Eolie di Massimo Lentsch

Tenuta-di-Castellaro

Le vigne di Tenuta Castellaro, a Lipari. Di fronte, l’isola di Salina.

Immaginate di arrivare un giorno su un’isola a qualche centinaia di chilometri da casa e di innamorarvene. Immaginate di avere la possibilità (e il coraggio) di acquistare su quell’isola qualche appezzamento di terreno per dare corpo al vostro sogno: produrre vino. C’è chi lo ha fatto. Lui è Massimo Lentsch e l’isola è quella di Lipari, nell’arcipelago eoliano. Bergamasco di origini austriache, 49 anni, una moglie e tre figli, Lentsch ha un’azienda di consulenza specializzata nella ricerca di clienti e creazioni di reti commerciali all’estero per le piccole e medie imprese italiane. Dal 2005, però, è anche il titolare di Tenuta di Castellaro, che alle isole Eolie produce vino, capperi e cucunci biologici e naturali.

Il nome deriva dalla località, a Lipari, dove sono state messe a dimora le prime vigne di Lentsch. Un altipiano a 350 metri di quota che ospita una distesa di viti piantate ad alberello etneo, come vuole la tradizione liparota, e gode di un panorama mozzafiato su Salina, Alicudi e Filicudi. I vitigni sono gli autoctoni siciliani: Nero d’Avola, Carricante, Corinto e, ovviamente, la regina della zona, la Malvasia delle Lipari. In tutto, 11 ettari e 2 nuovi ettari pronti a essere impianti ogni anno.

Tenuta-Castellaro-vignaA Castellaro si trova anche la cantina dalla quale nel 2008 è uscita la prima bottiglia della Tenuta. È stata costruita secondo i principi della sostenibilità ambientale e del trattamento naturale delle uve e dei mosti. Per esempio, viene refrigerata attraverso una torre del vento in grado di incanalare e sfruttare i venti di Nord-Ovest che soffiano sull’altopiano e, solo sporadicamente, in maniera automatizzata. Quest’estate il suo bel patio aperto sui vigneti ha iniziato a ospitare anche manifestazioni ed eventi culturali.

Tutta la produzione è orientata alla valorizzazione delle potenzialità del territorio. La filosofia è “eccellenza nella naturalità e nella tradizione sia sotto l’aspetto agronomico che enologico”, spiega Lentsh, che insieme alla famiglia ha fatto ormai di Lipari la sua seconda casa. “Tenuta di Castellaro – dice – è un tributo alle isole Eolie”. L’ho incontrato durante una visita guidata alle sue vigne ed ecco cosa mi ha raccontato.

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Camilleri a prima vista, a Bologna la mostra dedicata ai libri dello scrittore

Due celebri copertine dei romanzi dello scrittore Andrea Camilleri.

Lo ammetto. Io l’ho scoperto parecchio in ritardo, decine di libri e di repliche in tv dopo. Non so bene il perché lo abbia evitato per così tanto tempo, fatto sta che mi sono imbattuta nei libri di Andrea Camilleri solamente lo scorso anno. Ed è stata una piacevolissima sorpresa. Adesso, quando voglio rifugiarmi in una bella storia, mi capita spesso di pescare in libreria uno di quei volumetti Sellerio dall’inconfondibile copertina blu.

Proprio loro saranno i protagonisti di “Camilleri a prima vista”, la mostra con la quale Artelibro 2014, il Festival bolognese del libro e della Storia dell’Arte in programma dal 18 al 21 settembre, renderà omaggio allo scrittore siciliano a partire dalle copertine dei suoi libri. In esposizione ce ne saranno oltre 100, tra edizioni italiane ed estere. Una quarantina saranno quelle pubblicate proprio da Sellerio, primo e storico editore di Camilleri a partire da “La strage dimenticata” del 1984, sui cui libri a ogni cover è associata l’immagine di un’opera d’arte.

“In un colpo d’occhio prolungato – spiegano gli organizzatori dell’evento – il visitatore potrà guardare all’intera produzione di Camilleri per Sellerio e avrà l’occasione di verificare come le immagini selezionate per le copertine – vero biglietto da visita per autore ed editore nel complesso terreno dello scaffale del libraio – siano talora coerenti con il contenuto del libro, talora semplicemente evocative, o, come capita in alcune traduzioni, piuttosto stereotipe. Si tratta di una galleria personale di dipinti e immagini che – sottolineano – sono funzionali a disegnare un ritratto mosaico dello scrittore siciliano e della forza comunicativa dei suoi libri”.

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