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In viaggio negli Stati Uniti fuori dai soliti itinerari: ecco dove andare

È il sogno che tanti vorrebbero realizzare almeno una volta nella vita: un viaggio negli Stati Uniti. E se è vero che continua a essere New York la meta più gettonata degli States (e come potrebbe essere diversamente?), è vero anche che gli Usa sono tanto altro ancora. E di molto diverso. Le statistiche dicono che gli italiani vanno negli Stati Uniti soprattutto per perdersi tra le via di Manhattan, ammirare i panorami mozzafiato dei grandi parchi naturali e provare l’esperienza di una vacanza da vip a Miami. Ma per chi cerca qualcosa di nuovo o di alternativo o, semplicemente, ha già già messo la spunta sulle destinazioni precedenti, ecco qualche suggerimento. Pronti a partire?

  1. In treno sulle rotte dei pionieri. Personalmente, l’ho segnato nella lista (sempre più lunga) dei viaggi da fare: 3645 kilometri, da Chicago a Los Angeles, attraverso 8 stati e almeno 5 fusi orari diversi. È il Southwest Chief operato dall’Amtrak, le ferrovie americane. Le fermate sono una trentina, tra le quali Kansas City (Missouri), Las Vegas, Albuquerque e Sante Fè (New Mexico) e Williams (Arizona), con la possibilità di scendere e visitare, per esempio, il Grand Canyon. Qualche mese fa ho provato a viaggiare sui treni dell’Amtrak da Boston a New York: 4 ore con la testa incollata ai grandi finestroni del vagone per ammirare un incredibile panorama autunnale in continuo cambiamento. Con il Southwest Chief il viaggio, se non si effettuano fermate, dura ben 42 ore: un’occasione slow imperdibile per vedere sfilare davanti agli occhi gli Stati Uniti più autentici senza nemmeno fare la fatica di guidare.
  2. Sulle tracce dei nativi d’America. Gli Stati Uniti contano oltre 560 tribù native riconosciute. Nel 2002 è nata Aianta, l’American Indian Alaska Native Tourism Association, che lavora per promuovere il turismo tribale nel rispetto delle tradizioni delle tribù native. Aianta ha individuato 6 grandi regioni, ognuna con le proprie caratteristiche e la propria storia, all’interno delle quali i viaggiatori hanno davvero la possibilità di entrare in contatto con la cultura tribale, dalle rocce rosse delle Rocky Mountain nel Sud-Ovest ai ghiacciai dell’Alaska. Sul sito aianta.org è già possibile trovare alcune informazioni di base per organizzare viaggi tematici, ma a giugno verrà rilasciata la nuova versione del portale con percorsi e itinerari turistici dettagliati.
  3. Non solo Key West. Devo ammetterlo, non sono una grande fan di Miami. Ci sono stata per lavoro e posso dire senza problemi di aver visitato città decisamente più interessanti. Eppure, ci tornerei subito, solo per andare a Florida Keys, l’elegante “collana di perle” che decora la baia a sud di Miami: oltre 300 isole bagnate dall’Oceano Atlantico a Est e dal Golfo del Messico a Ovest. La cosa davvero incredibile delle Keys è che tutte le isole sono collegate tra loro dall’Overseas Highway, una strada panoramica di 200 km con 42 ponti costeggiata da entrambi i lati da acque cristalline, considerata, non a caso, una delle più belle degli States. Key West è l’ultima isola, il punto più meridionale degli Usa, distante solamente 150 km da Cuba ed è la meta più gettonata dell’arcipelago. In realtà, anche le altre isole meritano una tappa, come Marathon, che ospita il Turtle Hospital, l’unico ospedale riconosciuto al mondo per tartarughe marine, o Key Largo, dove si trova il John Pennekamp Coral Reef State Park, riserva sottomarina considerata un vero e proprio santuario dagli appassionati di  immersioni. In realtà,  credo che l’esperienza di un viaggio in macchina lungo la Overseas Highway possa già pagare da sola il biglietto per Miami, direzione Florida Keys.
  4. New England romantico e culinario. Il New England è la regione a Nord-Est degli Usa che comprende 6 Stati e reca le più antiche tracce della colonizzazione europea. Ovvero, gli Stati Uniti più romantici (e golosi), quelli del fall foliage autunnale del Maine e della case rosse di fine Ottocento di Boston, dei vecchi fari di Cape Cod, ma anche delle campagne del Massachusetts con i farmers’ market e le sugarhouses che producuno sciroppo d’acero, dei piccoli birrifici artigianali del Vermont e delle isole e dei villaggi lungo la costa dove si possono gustare aragosta e ostriche tra i più buoni del mondo.

La mia valigia è già pronta! E la vostra?

 

Per la foto, che ritrae l’Annisquam Light di Glouchester, si ringrazia l’ente del turismo del Massachusettes.

2 Comments

  1. Nella mia lista di viaggi ideali c’è il New England, possibilmente in autunno (magari verso Halloween) e con molte tappe rigorosamente culinarie 🙂

    • Silvia De Bernardin

      02/04/2015 at 14:35

      In autunno è d’obbligo per il fall foliage. Io ne ho avuto un assaggio a Boston lo scorso ottobre ed è davvero uno spettacolo! E per quanto riguarda le tappe culinarie… concordo! Tra lobster, farmers’ market e piccoli birrifici i gourmet hanno di che sbizzarrirsi!

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