Di solito succede poco dopo aver scoperto di essere incinta. Un po’ di mal di testa, un banale raffreddore, qualche linea di febbre. E la domanda sorge spontanea: possiamo prendere qualche medicina? E quale? I bugiardini dei farmaci non sempre danno risposte esaustive. E allora immediata scatta la telefonata al ginecologo, ma se non si riesce ad avere una risposta?

Non tutti sanno che esiste un numero verde che è possibile chiamare per sapere quali medicinali è possibile assumere sia in gravidanza che durante l’allattamento. Il numero è l’800883300. Il servizio è attivo presso l’U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Oltre alla consulenza telefonica, in caso di bisogno è possibile anche ricevere assistenza di persona sia presso il Pronto Soccorso che presso gli ambulatori dell’ospedale di Bergamo. Questo tipo di servizio è particolarmente utile nel caso si assumano regolarmente dei farmaci e non ci sia chiarezza sugli eventuali effetti collaterali sia per il bambino che per la mamma incinta.

Come funziona il servizio

All’ambulatorio (l’unico attivo in Lombardia) è possibile, per esempio, chiedere un parere medico specializzato sulla possibilità di sostituire un farmaco considerato a rischio con un altro a rischio minore, oltre a valutare la possibilità di una diagnosi prenatale. Le fonti alle quali si fa riferimento, si legge sul sito dell’ospedale, “sono riconducibili a quanto riportato nella letteratura accreditata e nelle banche dati internazionali, nonché alla casistica e all’esperienza maturata negli anni”.

Il servizio gestito presso il Centro Antiveleni dell’ospedale di Bergamo è molto utile anche durante il periodo dell’allattamento e presenta le medesime modalità di accesso sia telefoniche che di persona. Anche in questo caso, se si assumono regolarmente farmaci, è possibile richiedere un parere sull’entità di passaggio di farmaco nel latte e sul potenziale rischio per il bambino, sulla possibilità di sostituire il farmaco a rischio con un altro a rischio minore, sulla necessità di un monitoraggio clinico e, in caso si renda necessario, anche di laboratorio, del lattante. Un servizio utilissimo soprattutto per le neomamme che, costrette a seguire cure farmacologiche, senza un adeguato sostegno medico rischierebbero di interrompere l’allattamento anche se non strettamente necessario.