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Category: Interviste

Bittersweet, in libreria la collana dedicata alla letteratura al femminile dimenticata del ‘900

La copertina di La Garçonne, il primo titolo della nuova collana Sonzogno Bittersweet.

Vi è mai capitato di imbattervi per caso in un libro polveroso dimenticato su uno scaffale della libreria di vostra nonna, di rigirarlo tra le mani, iniziare a leggerlo e scoprire tra quelle pagine una storia coinvolgente scritta in maniera ineccepibile? E chiedervi: ma perché non ho mai sentito parlare di questo libro e del suo autore? A Irene Bignardi è successo molte volte, soprattutto di notte, mentre tra i libri di sua mamma cercava qualcosa da leggere per “addormentarsi felice”. Così è nata nei mesi scorsi Bittersweet, la nuova collana della casa editrice Sonzogno dedicata alla letteratura al femminile del ‘900  della quale Bignardi, giornalista e critica cinematografica, è curatrice. Libri dimenticati e oggi riscoperti, che “parlano di un passato recente, di come è cambiata la condizione delle donne e il mondo intorno a loro, con lo charme di una scrittura apparentemente semplice. Letture scelte per il puro piacere di leggere”, racconta Irene Bignardi. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa sta dietro Bittersweet e quali sono le chicche che potremo trovare a breve in libreria. Ecco che cosa ci ha detto.

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Da Bergamo a Lipari, il tributo alle Eolie di Massimo Lentsch

Tenuta-di-Castellaro

Le vigne di Tenuta Castellaro, a Lipari. Di fronte, l’isola di Salina.

Immaginate di arrivare un giorno su un’isola a qualche centinaia di chilometri da casa e di innamorarvene. Immaginate di avere la possibilità (e il coraggio) di acquistare su quell’isola qualche appezzamento di terreno per dare corpo al vostro sogno: produrre vino. C’è chi lo ha fatto. Lui è Massimo Lentsch e l’isola è quella di Lipari, nell’arcipelago eoliano. Bergamasco di origini austriache, 49 anni, una moglie e tre figli, Lentsch ha un’azienda di consulenza specializzata nella ricerca di clienti e creazioni di reti commerciali all’estero per le piccole e medie imprese italiane. Dal 2005, però, è anche il titolare di Tenuta di Castellaro, che alle isole Eolie produce vino, capperi e cucunci biologici e naturali.

Il nome deriva dalla località, a Lipari, dove sono state messe a dimora le prime vigne di Lentsch. Un altipiano a 350 metri di quota che ospita una distesa di viti piantate ad alberello etneo, come vuole la tradizione liparota, e gode di un panorama mozzafiato su Salina, Alicudi e Filicudi. I vitigni sono gli autoctoni siciliani: Nero d’Avola, Carricante, Corinto e, ovviamente, la regina della zona, la Malvasia delle Lipari. In tutto, 11 ettari e 2 nuovi ettari pronti a essere impianti ogni anno.

Tenuta-Castellaro-vignaA Castellaro si trova anche la cantina dalla quale nel 2008 è uscita la prima bottiglia della Tenuta. È stata costruita secondo i principi della sostenibilità ambientale e del trattamento naturale delle uve e dei mosti. Per esempio, viene refrigerata attraverso una torre del vento in grado di incanalare e sfruttare i venti di Nord-Ovest che soffiano sull’altopiano e, solo sporadicamente, in maniera automatizzata. Quest’estate il suo bel patio aperto sui vigneti ha iniziato a ospitare anche manifestazioni ed eventi culturali.

Tutta la produzione è orientata alla valorizzazione delle potenzialità del territorio. La filosofia è “eccellenza nella naturalità e nella tradizione sia sotto l’aspetto agronomico che enologico”, spiega Lentsh, che insieme alla famiglia ha fatto ormai di Lipari la sua seconda casa. “Tenuta di Castellaro – dice – è un tributo alle isole Eolie”. L’ho incontrato durante una visita guidata alle sue vigne ed ecco cosa mi ha raccontato.

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Corpi di Gloria, l’adolescenza sospesa di Giuliana Altamura

La copertina di Corpi di Gloria, il primo romanzo della scrittrice barese Giuliana Altamura.È la storia di due fratelli che in una Puglia accecata dal sole cercano la propria strada nel mondo e si apprestano a varcare la soglia che segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. È la storia di Gloria e Andrea, i protagonisti di “Corpi di Gloria”, il primo romanzo della scrittrice barese Giuliana Altamura. Pubblicato da Marsilio a gennaio, il libro è stato premiato quest’estate con il Premio Rapallo Carige Opera Prima 2014 e il suo book trailer è in finale al Trailers FilmFest di Catania.

Come sospesa in un tempo e in uno spazio dove nulla sembra cambiare mai, la vicenda di Gloria e Andrea racconta il viaggio di una generazione alla ricerca di sé stessa e di un equilibrio precario, quello tra la nostalgia dell’infanzia e l’accettazione del cambiamento che l’età adulta comporta.

Come mi sono imbattuta in quest’opera prima? Non è stato esattamente un caso. Conosco Giuliana perché anni fa abbiamo fatto un pezzo di strada insieme all’Università, tra esami di filologia e caffè letterari il mercoledì sera a parlare con colleghi e professori di romanzi e poesie. Poi, ci siamo perse di vista. Fino a quando un giorno non l’ho ritrovata. Questa volta in libreria, con il suo nome su una bella copertina scintillante. La storia di Gloria e Andrea mi ha fatto compagnia durante le vacanze estive. E qui è dove ho chiesto a Giuliana di raccontarmi come e perché quella storia è nata.

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