Caratteri Fuori

Viaggio Scrivo Racconto

Author: Silvia De Bernardin (page 2 of 4)

Alla scoperta della #MilanoDaLeggere: itinerari letterari nella città dell’Expo

Ci siamo. Domani si apriranno ufficialmente i cancelli di Expo 2015 e per i prossimi 6 mesi Milano sarà sotto i riflettori internazionali. Ma che città è quella che si appresta ad accogliere visitatori e turisti in arrivo da tutto il mondo? Per raccontarvela in un modo un po’ diverso dal solito ho chiesto aiuto a Mariangela Traficante, giornalista esperta di viaggi, che sul suo blog Che libro mi porto  ogni settimana narra insieme a CityTeller la #MilanoDaLeggere, ovvero la Milano spiegata attraverso i libri e i luoghi della lettura. Una Milano poco conosciuta anche a chi vive in città, fatta di itinerari letterari inediti…

Mariangela, che Milano è la #MilanoDaLeggere?

Una ricchezza da scoprire! La #MilanoDaLeggere che sto scoprendo io pian piano è una città che spesso si nasconde e vuole essere scovata. Viene immortalata in molti romanzi e forse non è un caso che tanti siano noir, polizieschi, gialli. Dove la ricerca del “colpevole” o di una soluzione spesso coincide con una caccia alla città stessa. E poi c’è un altro fenomeno che vedo sbocciare nell’anno di Expo 2015: quello dei libri che vogliono raccontare la “Milano segreta”, la Milano degli angoli e delle storie meno note. È buffo perchè, spesso, per scoprirle non serve necessariamente leggerle in un libro. Basta vivere la città con entusiamo e curiosità. È quello che faccio io, forse perchè, essendo milanese solo d’adozione, non ho abbandonato l’entusiasmo del “viaggiatore”.

Una Milano dai mille volti?

Sì, la #MilanoDaLeggere è una città fatta di tante realtà sfaccettate. Non ci sono solo le grandi case editrici e i luoghi storici della lettura, ma anche tante piccole librerie indipendenti, che spesso soffrono, associazioni che organizzano visite della città sulle orme degli scrittori, iniziative spontanee come il bookcrossing o la ormai famosa Biblioteca Condominiale di via Rembrantd 12.

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1° Maggio, a Cormano arriva La Notte del Lavoro Narrato

Raccontare il lavoro. Chi lo fa per mestiere, come capita ogni tanto a me, sa che di questi tempi le storie che ruotano intorno al mondo del lavoro non sono sempre positive. Anzi, rischiano di esserlo molto raramente. Se però si prova a guardare oltre i numeri abnormi della disoccupazione e le vicende drammatiche che stanno dietro licenziamenti, casse integrazioni e fallimenti, non tutto è negativo. Le belle storie di lavoro ci sono ancora. Sono soprattutto quelle di chi, nonostante tutto, non si arrende e continua a provarci, cambia strada, si inventa qualcosa di nuovo e prova a tasformare un’idea in un business redditizio.

Per questo, quando ho saputo de La Notte del Lavoro Narrato ho pensato che erano queste le storie di lavoro che sarebbe stato bello raccontare. La Notte del Lavoro Narrato è un’iniziativa per il 1° Maggio nata in rete lo scorso anno da un’idea di Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo: darsi appuntamento, per la sera del 30 aprile, e promuovere in contemporanea in tutta a Italia incontri, letture, dibattiti dedicati al lavoro. Un’iniziativa che ha avuto successo con oltre 100 eventi organizzati il 30 aprile 2014 in tutto il Paese.

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Liceo classico, perché il greco e il latino servono ancora a qualcosa

10694336_729252663823270_7639120022863326897_o-2Nell’era dei social media e della tecnologia dominante il liceo classico, il greco, il latino, la filosofia, la storia dell’arte, servono ancora a qualcosa? La domanda non è affatto retorica e a tal punto lecita che lo scorso novembre la scuola più antica d’Italia ha subito un vero e proprio “processo”. Per fortuna, quel giorno il liceo classico è stato assolto (merito sicuramente di un buon avvocato difensore, Umberto Eco). E non poteva essere diversamente. Chi ha passato gli anni dell’adolescenza tra le versioni di Cicerone e i testi delle tragedie greche lo sa. Non è una rivendicazione di presunta superiorità, come spesso viene erroneamente interpretata. È solo una consapevolezza che realizzi con il passare del tempo, da adulto: studiare il pensiero antico rende il tuo più forte, più consapevole, più aperto al confronto.

È per questo che mi sono lanciata in questa avventura con un gruppo di ex studenti del mio liceo classico, l’Omero, scuola della profonda periferia milanese: fondare un’associazione culturale per la promozione della cultura antica (sì, proprio di quel greco e di quel latino tanto vituperati) intotolata alla memoria di un uomo che ad essa ha dedicato tutta la propria vita: Ezio Savino, che è stato nostro prof. a scuola, ma anche uno dei principali traduttori e interpreti dei grandi classici greci, oltre che scrittore e giornalista molto apprezzato.

Ezio ci ha lasciato qualche mese fa e sull’onda della commozione che quel pomeriggio di ottobre ci ha riuniti a decine in una chiesa stracolma per salutarlo ancora una volta, noi ex studenti abbiamo deciso di fondare, insieme alla sua famiglia, l’Associazione Culturale Ezio Savino. I progetti sono tanti: borse di studio, spettacoli, convegni, un libro. Vedremo. Intanto, domani a scuola, verrà posta una targa per ricordarlo. Perché? La “spiega”, come la chiamava Savino, ce l’ha data lui in tempi non sospetti, in un articolo uscito nel 2006 sul quotidiano “Il Giornale” nel quale parlava della sua esperienza di insegnante in un “liceo di frontiera”:

“Dunque, che c’azzecca una fucina di tragedie greche e di consecutio temporum ai limiti della fascia urbana, dove perfino il biglietto del tram cessa di significare qualcosa e si deve aggiungere la tariffa extra? C’è voluto poco per capire che militare alla periferia dell’impero era posizione di forza. Parlo per esperienza, concretissima raccolta di dati in tante decadi di cabotaggio dietro le patrie cattedre. Non conserverei davanti alla mia aula una colossale epsilon, intagliata nel legno, apporto di antichi allievi, che accondiscesero a trapiantare sulla parete un po’ scrostata il segno delfico del conoscere te stesso, del mettere a fuoco il tuo limite, preambolo indispensabile del capirci qualcosa in tutto il resto“.

A tutti noi dell’Associazione Culturale Ezio Savino, in bocca al lupo!

Gita fuori porta vicino a Milano? I consigli di 100kmdaMilano.it

È primavera, tempo di gite ed escursioni fuori porta. Ma dove andare per passare una bella giornata di relax e scoprire qualcosa di nuovo del proprio territorio senza spendere un occhio delle testa e, soprattutto, evitando di passare ore e ore in coda in macchina? Per i milanesi l’idea giusta può arrivare da 100kmdaMilano.it, il portale per la gita fuori porta intorno a Milano. Lanciato lo scorso anno dalla storica dell’arte Monica Torri e dal giornalista Paolo Patanè, il sito presenta una serie di  “itinerari turistici a breve raggio che, anche spendendo poco, possono offrire occasioni di svago e di cultura. Esperienze divertenti in luoghi non convenzionali dell’area milanese”, ci racconta Patanè. La regola? Stare dentro i 100 km di distanza dal capoluogo lombardo. Ecco, allora, 3 itinerari consigliati a Caratteri Fuori da 100kmdaMilano.it, perfetti per i milanesi ma anche per chi passerà in città nei prossimi mesi in occasione di Expo 2015.

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Tunisia: perché, nonostante tutto, non dobbiamo smettere di viaggiare

Il messaggio che il fondamentalismo islamico ha voluto lanciare oggi con l’attentato al Museo del Bardo di Tunisi è chiaro: colpire un luogo simbolo della grande cultura mediterranea, mettere nel mirino i turisti che ne stavano ammirando lo splendore, per dirci che se non siamo al sicuro a casa nostra, come hanno dimostrato i fatti di Parigi dello scorso gennaio, figuriamoci allora cosa può succedere se da casa ci allontaniamo. Colpire dall’interno un Paese islamico moderato come la Tunisia per provare a spezzare il legame più forte che lo tiene ancorato all’Occidente e alla stabilità politica: il turismo (che poi è anche la voce più importante del suo Pil).

Le notizie sulla dinamica di quanto è accaduto e sul coinvolgimento dei nostri connazionali ancora si rincorrono. E, purtroppo, si fanno di ora in ora più gravi. Per fare analisi sugli effetti che l’attentato avrà sul comparto turistico, anche italiano, è davvero troppo presto, ma una cosa è certa: ripercussioni pesanti saranno inevitabili. Perché le vittime sono turisti e molte delle persone rimaste coinvolte nell’attacco sono passaggeri sbarcati a Tunisi da due navi simbolo del turismo Made in Italy, la Costa Fascinosa e la Msc Splendida. Aziende di un comparto crocieristico (e il discorso vale, ovviamente, soprattutto per Costa Crociere), che iniziava proprio adesso a rialzare la testa dopo i duri contraccolpi della vicenda Concordia. Perché i turisti italiani amano da sempre la Tunisia, come amano l’Egitto, per il suo patrimonio storico-culturale, per il mare, le spiagge, il buon cibo e, anche, per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Perchè, proprio in ragione di questo rapporto speciale, in Italia sono moltissimi gli operatori turistici che investono, programmano e vendono la Tunisia e che, così come è avvenuto per l’Egitto, si ritroveranno ancora una volta a fare i conti con quanto è accaduto nel momento più delicato per le prenotazioni delle vacanze estive.

Ecco, è per questo che nonostante tutto, non dobbiamo smettere di viaggiare. In sicurezza, ma senza farci vincere dalla paura. Perché il turismo è un’industria pacifica simbolo di cultura e incontro (oltre che di business) e non è ammissibile che sia trasformato in un’arma inconsapevole di distruzione di massa. Perché continuare a fare le valigie, girare il mondo (ogni parte del mondo) e andare per musei è la risposta più forte che possiamo dare a chi i reperti millenari conservati nei musei li distrugge a picconate e ci vorrebbe timorosi e spaventati, barricati nelle noste case.

In viaggio negli Stati Uniti fuori dai soliti itinerari: ecco dove andare

È il sogno che tanti vorrebbero realizzare almeno una volta nella vita: un viaggio negli Stati Uniti. E se è vero che continua a essere New York la meta più gettonata degli States (e come potrebbe essere diversamente?), è vero anche che gli Usa sono tanto altro ancora. E di molto diverso. Le statistiche dicono che gli italiani vanno negli Stati Uniti soprattutto per perdersi tra le via di Manhattan, ammirare i panorami mozzafiato dei grandi parchi naturali e provare l’esperienza di una vacanza da vip a Miami. Ma per chi cerca qualcosa di nuovo o di alternativo o, semplicemente, ha già già messo la spunta sulle destinazioni precedenti, ecco qualche suggerimento. Pronti a partire?

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