Caratteri Fuori

Viaggio Scrivo Racconto

Author: Silvia De Bernardin (page 1 of 4)

In biblioteca con i bambini, con Nati per leggere è più facile

Sono passati un po’ di mesi, ma il ricordo è nitido. Era il 30 dicembre scorso, Matilde non aveva nemmeno 3 mesi. Dopo la poppata del pomeriggio, ci siamo vestite e sotto un bel sole siamo andate spedite al Bì, la biblioteca dei ragazzi di Cormano, che dista pochi metri da casa nostra. Volevo fare la tessera della biblioteca alla mia piccola. Sono entrata e mi sono diretta al banco. Lo ammetto, mi veniva da ridere. Dentro di me pensavo: “Adesso mi guarderanno come un pazza. Signora, la tessera a una neonata di 2 mesi?”.

In realtà, con mio grande stupore, quando timidamente ho detto che volevo iscrivere la mia bimba in biblioteca, le bibliotecarie mi hanno risposte con un gran sorriso, hanno preso i moduli e via. Iscrizione completata in pochi minuti! Come se fosse la cosa più normale del mondo andare in biblioteca con bambini così piccoli. Poi, sono andate sul retro e sono tornate indietro con un libricino, uno di quelli tattili, adatti ai lattanti. Un regalo del sistema bibliotecario per Matilde.

Sì, perché la mia biblioteca ha aderito al programma Nati per Leggere. Non ne avevo mai sentito parlare prima (come di tante altre cose prima che nascesse Matilde), ma qualche settimana prima di quel 30 dicembre al consultorio ci avevano raccontato in cosa consistesse invitandoci ad andare in biblioteca a conoscere i servizi per i più piccoli. E così, mi ero decisa.

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Ciao musica! Come far scoprire ai bambini la musica con il metodo Gordon

“Ma esattamente, che cosa fate?”. È questa la domanda che, con tanto di sguardo stranito, mi fanno tutti ogni volta che racconto che porto Matilde a musica. La prima volta aveva 7 mesi. “Ma suonate qualche strumento? Cantate le canzoncine?”

Non proprio. In realtà, ospiti dell’associazione milanese Mamazzino, ci sediamo per terra in cerchio insieme alla nostra amichetta Ambra e alla sua mamma Danielle e… ciao musica! Sì, salutiamo la musica e poi il nostro insegnante Andrea inizia a fare dei vocalizzi. Noi mamme ripetiamo, quando è il nostro turno, e i bimbi sono liberi di fare ciò che vogliono: ridere, gattonare, correre, battere le mani. Una sola regola: non si può parlare.

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Quali farmaci in gravidanza e allattamento? Te lo dice il numero verde

 

Di solito succede poco dopo aver scoperto di essere incinta. Un po’ di mal di testa, un banale raffreddore, qualche linea di febbre. E la domanda sorge spontanea: possiamo prendere qualche medicina? E quale? I bugiardini dei farmaci non sempre danno risposte esaustive. E allora immediata scatta la telefonata al ginecologo, ma se non si riesce ad avere una risposta?

Non tutti sanno che esiste un numero verde che è possibile chiamare per sapere quali medicinali è possibile assumere sia in gravidanza che durante l’allattamento. Il numero è l’800883300. Il servizio è attivo presso l’U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Oltre alla consulenza telefonica, in caso di bisogno è possibile anche ricevere assistenza di persona sia presso il Pronto Soccorso che presso gli ambulatori dell’ospedale di Bergamo. Questo tipo di servizio è particolarmente utile nel caso si assumano regolarmente dei farmaci e non ci sia chiarezza sugli eventuali effetti collaterali sia per il bambino che per la mamma incinta.

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Milano magica, alla scoperta della vigna di Leonardo

Milano è così. Non ostenta spavalda la sua bellezza, ma riservata si lascia scoprire poco alla volta. Lo sa chi ha provato a buttare l’occhio dentro a uno dei tanti portoni delle vie del centro quando per sbaglio rimangono aperti un po’ più a lungo. È lì che si cela la Milano delle corti e la sua bellezza ignota ai più. L’esempio forse più soprendente è la magica Casa degli Atellani di corso Magenta, proprio difronte a Santa Maria delle Grazie. La bella notizia è che per i sei mesi di Expo questa dimora quattrocentesca ha aperto i battenti al pubblico svelando un segreto nascosto: l’antica vigna che fu di Leonardo Da Vinci.

La vicenda di Casa degli Atellani e della vigna di Leonardo è antica e ha il sapore delle storie rinascimentali. Gli Atellani erano una famiglia di cortigiani, originaria della Basilicata. Alla fine del Quattrocento, prima dell’arrivo a Milano dei francesi, era lì, in corso Magenta, che avevano la propria dimora, dono di Ludovico il Moro, centro nevralgico della vita mondana e politica della Milano degli Sforza.

Pochi metri più in là, in quegli stessi anni, Leonardo da Vinci dipingeva uno dei suoi capolavori, l’Ultima Cena. Per ringraziarlo di quell’opera, il Moro che l’aveva commissionata, gli donò una vigna, che si estendeva proprio vicino al giardino della Casa degli Atellani. Leonardo morì qualche anno dopo in Francia, gli Atellani furono costretti per alterne vicende politiche a lasciare Milano, ma sia la casa che la vigna sopravvissero passando nel corso dei secoli di proprietario in proprietario. Fino agli anni Venti.

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Museo Fisogni, a Tradate la più grande collezione al mondo di pompe di benzina

Qualche anno fa giaceva inscatolata, pezzo pezzo, in un caponnone di Paderno Dugnano, alle porte di Milano, e chi l’aveva creata era in cerca di qualcuno che l’acquistasse per valorizzarla. Ora ha trovato finalmente la sede che merita, una bella corte immersa nel verde a Tradate, in provincia di Varese. È il Museo Fisogni, la più grande collezione al mondo di distributori di benzina. La raccolta è unica nel suo genere e comprende oltre 5mila pezzi provenienti da Italia, Europa e Stati Uniti: pompe di benzina, targhe pubblicitarie, erogatori di lubrificanti, compressori, barili, latte, utensili, gadget, progetti e disegni grafici. Una tappa imperdibile per gli amanti del design e dell’archeologia industriale.

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Tunisia, ecco perché vale la pena tornarci

Sono passati esattamente due mesi dall’attentato al Museo del Bardo di Tunisi. Quella sera ho scritto sulle pagine di questo blog perché secondo me non bisognava smettere di viaggiare, nonostante quel giorno il terrorrismo avesse colpito dei turisti, anzi proprio per quel motivo. Di viaggiare per il mondo, anche in Tunisia. Io l’ho fatto. Qualche settimana fa sono stata a Tunisi per lavoro. Una toccata e fuga: un paio d’ore proprio tra gli incredibili mosaici del Museo del Bardo e una passeggiata pomeridiana per il delizioso paesino bianco e blu di Sidi Bou Said, al mare.

Era la prima volta a Tunisi, il viaggio è stato breve, ma l’impressione che ne ho ricavato è quella di un Paese che varrebbe la pena scoprire, e non solamente per il suo bel mare. L’Ente Tunisino per il Turismo sta per lanciare una campagna di promozione, che correrà anche sui social network, per invitare gli italiani a tornare in Tunisia, #TunisiaIoCiVado. Io ci sono stata e questo è quello che ho visto. Forse, tornarci vale davvero la pena.

 

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